Il test COD si basa sull’ossidazione chimica del campione mediante un forte ossidante (tipicamente dicromato di potassio) in presenza di acido solforico e catalizzatore a base di argento. La miscela viene riscaldata a temperatura controllata, generalmente 160 °C, per un tempo definito, garantendo l’ossidazione completa del materiale ossidabile. Il procedimento viene eseguito in provette di vetro sigillate per sicurezza, uniformità e facilità di gestione.
Dopo la digestione, si misura la quantità di dicromato non reagito con il campione. Nei metodi colorimetrici, il cambiamento di intensità del colore è proporzionale al valore di COD, mentre nei metodi titrimetrici l’ossidante residuo viene quantificato tramite titolazione. Il risultato finale è espresso in mg O₂/L.
Una determinazione affidabile della COD richiede controllo preciso della temperatura, riscaldamento uniforme, corretta gestione dei reagenti e rispetto di metodi standardizzati come ST-COD, ISO 15705, EPA 410.4 e IRSA–CNR n. 5130.